l'editoriale - runninginthepark

Crea un sito web con EditArea.
 

L'editoriale "IL PUNTO"


 
Per una ragione o per l’altra, siamo –parlo a nome dei runners in generale- inclini a sottovalutare dei piccoli allenamenti che non fanno parte della “routine” classica del training : eppure sono veramente efficaci per una programmazione annuale della corsa cioè cercando di eliminare infortuni e migliorando lo stato fisico del proprio “motore” . Cerchiamo di elencare dei semplici esercizi o “modalità” che ci possono aiutare in maniera molto semplice:
SCALE : sono la base ,al pari delle salite, della forza esplosiva. Se invece di prendere l’ascensore quotidianamente, vi abituate a salire sulle scale vi accorgerete presto dei benifici (in particolarequando affronterete salite anche lievi in gara).
SALTARE LA CORDA: un’esercizio non usuale per i runners, ma eseguito uno o due volte la settimana per 5 minuti è fondamentale per abituarsi a coordinare i movimenti a beneficio di eventuali correzioni di tecnica di corsa(in più migliora la forza esplosiva). 
SPRINT FINALE: aiuta mentalmente e fisicamente il tuo corpo allo sprint finale introducendo ,sul finale di allenamenti lunghi, una variazione di ritmo “decisa” (più 25% del ritmo nell’ultimo chilometro o 500 mt).



Cormon  18 maggio 2010  



____________________________________________________________
 

Un urto violento. Il parabrezza sfondato. Il volo di molti metri. E’ l’immagine drammatica di uno dei tanti incidenti stradali che coinvolgono runners durante il training su percorsi cittadini. E , per la gran parte delle volte, succede in zone mancanti di marciapiede e con il veicolo incriminato che sopraggiunge alle spalle. E’ il classico dilemma tra colpevolizzare, a propria scelta, una volta le autorità(ci sono poche piste ciclabili/pedonali), l’investitore-ovviamente- e quasi mai l’investito. Eppure una pur minima responsabilità ce l’ha anche chi, disgraziatemente, subisce l’impatto. L’articolo 190 comma 1 del Codice della strada cita testualmente “I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposta al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulla carreggiata a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione. ..”.
Può sembrare paradossale, in un momento come quello attuale dove vi è maggiore sensibilità al trasporto “ecologico”, porre in evidenza delle norme di comportamento che “richiamano all’ordine” chi di solito è la "parte lesa". E’ anche vero, e questo vale per i runners , che le giustissime battaglie per uno spazio più adeguato nelle metropoli vanno fatte con lo spirito di chi conosce le regole e le applica in misura ineccepibile. E’ solo e unicamente partendo da questa sensibilità ,patrimonio effettivo  della comunità dei podisti, che si creano i presupposti per reclamare uno spazio che è circoscritto alle poche gare podistiche su strada, dove la gran parte delle volte, siamo anche ingiustamente mal sopportati.

Cormon (riproduzione riservata) 15 maggio 2010  



 

 
Un articolo del New York Times ha portato alla luce il dibattito tra chi corre le lunghe distanze. L'aumento di partecipanti alle maratone ha diminuito la velocità media. Sono sempre di più  coloro che portano a termine maratone correndo per 5 o 6 ore. Negli Stati Uniti, secondo gli ultimi dati, coloro che hanno portato a termine  proprio la maratona sono triplicati in 30 anni, mentre la velocità media è aumentata di molto.
Secondo alcuni questo ha rovinato il mito della maratona e ha addirittura apportato maggiori costi( tempi di percorrenza lunghi=maggiori costi organizzativi) . Se in passato aver partecipato ad una maratona era motivo di orgoglio personale ora portarla a termine è alla portata di tutti (anche se ci vuole impegno e determinazione). Secondo altri -l'altra corrente di pensiero-, lo stimolo della maratona ha portato decine di migliaia di persone a lasciare il divano e tenersi in forma.
Chi ha ragione? Era meglio il mito della maratona irrangiungibile di una volta o la maratona a portata di tutti (attuale)?




Cormon  11 maggio 2010 



 

Diamo troppo tutto per scontato. Ebbene si cari runners , fino alla scorsa settimana , per me la crisi ipoglicemica coincideva con la classica "crisi" sul finire di una gara di media/lunga distanza. Non era piacevole, ma era superabile. No, la crisi ipogligemica o mancanza di zuccheri nel sangue del corpo umano ha una versione più "strong" e coincide con quella che può mietere delle vittime (vedi il caso Cucchi recentemente) e che ho provato sulla mia "pelle". Reduce da un banale interventino chiriurgico(tonsille) , un bel giorno della settimana , mi sono trovato letteralmente "per terra" per tre volte e costretto ad essere trasportato in luogo adeguato per accertamenti. Il risultato ? Grave carenza ipoglicemica post intervento. Mia grossa sorpresa perchè 15 giorni fa correvo tranquillamente una 21k e ora...
Non siamo tutti Superman!



Cormon (riproduzione riservata) 1 maggio 2010  

____________________________________________________________

Ma siamo sicruri che il running non sia uno sport d'elite? Il dubbio sorge spontaneo scovando ,tra gli appunti di viaggio di una blogger (che citiamo testualmente" a DUBAI :

La vera sorpresa è stata il giro nel “parchetto cittadino” di al Nahada, il quartiere in cui viviamo. Ingresso libero, laghetto artificiale interno, campo giochi così curato che da noi solo il giorno dell’inaugurazione e di fronte alla stampa. Una pista da jogging delimita il tutto, segnalando le distanze ogni 100 metri, affiancandosi alla pista per le biciclette. Di tanto in tanto una collinetta riserva il suo spazio alle strutture di legno massiccio e pulitissimo destinate a barbecure e picnic. A metà del giro uno spiazzo raccoglie ogni genere di attrezzo da palestra: ciclette, step, pettorali, addominali.Tutto gratis, ho controllato, nessuna moneta da inserire. Le parti metalliche, ancora di un bel blu acceso, sono luminose e ben tenute, gommini tutti al loro posto e pulitissimi, chiunque si sieda poggia per bene la sua salvietta e si pulisce le scarpe prima dell’uso.


La domanda (provocatoria) è questa: ma bisogna andare fino alla straricca  Dubai-dove tra l'altro il clima non è agevole per la corsa- per trovare percorsi a misura di runners? 


29 aprile 2010  




Per una volta è utile far parlare le parole degli altri. Il nuovo libro di J.Rifkin è un viaggio intorno all'esperienza condivisa termine difficile per sottolineare il ruolo dell'EMPATIA nella società attuale dove il sapere ,con l'avvento di internet, è condiviso. In particolare l'esempio più calzante e affine alla nostra filosofofia è quello della scienzata Jane Goodall con il suo studio trentennale con gli scimpanzè : i risultati sono stati eclatanti in quanto nessuno è mai riuscito ad entrare e capire la società dei primati pur rimanendone ai confini cioè con quell'empatia non invasiva che è stata caratterizzante della vita di Jane Goodall. Ne troppo vicina, ne troppo lontana al "gruppo", ma in misura discreta e vera tanta da essere stata accettata per naturale...empatia.   



23 aprile 2010 
 


Start&stop che cos'è? E' il nome di una nuova tecnologia automobilistica molto in voga che permette di diminuire (dicono) sia i consumi sia le emissioni di CO2. Consiste in un dispositivo che automaticamente spegne il veicolo quando ci si ferma per più di determinati secondi (semaforo per esempio)e riaccende automaticamente il veicolo quando lo si desidera senza azionare l'accensione. Non siamo degli esperti motoristi per elogiare o meno il dispositivo. Possiamo, per similitudine, però affermare che la stagione di allenamento per noi runners sta vivendo una fase di "start & stop" in quando è molto difficile seguire i normali programmi di allenamento in quanto il clima non ci sta aiutando con improvvisi freddi e rovesci copiosi e temperature più miti -ma molto raramente-.
In fondo anche la vita, se vogliamo vedere, è per definizione uno "start&stop"continuo per cui non non ci resta che...correre!



Cormon (riproduzione riservata) 5 aprile 2010 



4.898.496. Questo è il dato delle persone afflitte da obesità in Italia con un costo sociale è pari a 8,3 miliardi di Euro all’anno espressione di tutti i costi, diretti ed indiretti, generati dalla patologia . L’obesità è un’ emergenza sanitaria globale dei prossimi anni tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha posto la prevenzione e la cura di questa patologia tra gli obiettivi più importanti da conseguire a breve termine. Il costo sociale annuo di una “generica” persona obesa è stato stimato in circa 1700 Euro -dati ISTAT Health for All 2008-(1400 Euro di costi sanitari e 300 di costi non sanitari). Il costo sociale annuo stimato dell’obesità risulterebbe essere di 8,3 miliardi di Euro, pari a circa il 6,7% della spesa santiraria pubblica. Ipotizzando una vita media attesa della persona obesa di 75 anni, è stimabile in circa 100.000 Euro aggiuntivi il costo sociale totale di un diciottenne obeso rispetto ad un coetaneo normopeso. Tutto questo senza contare il dato più importante : la salute e le aspettative di vita inferiori per una persona "fuori forma"!
Cormon 30 marzo 2010





E’ arrivata alla fine (o quasi- c’è ancora qualche problema di tipo formale/costituzionale -) la riforma sanitaria Usa fortemente voluta dal presidente americano Barack Obama. A latere di questo storico avvenimento che estende la copertura sanitaria a milioni di cittadini americani, si è svolta la curiosa scenetta della firma con l’ausilio, da parte del presidente, di ben 22 penne come da rituale (verranno regalate a sostenitore e colleghi politici).
Se dovessero approvare, per similitudine, una riforma nazionale-la “butto lì"- per maggiori fondi statali destinati allo sviluppo della pratica sportiva del running nel verde, probabilmente il nostro presidente (che sia del Consiglio o della Repubblica ) dovrebbe donare 22 paia di scarpe da running ad amici e colleghi.

Saremmo disposti a donarle Noi le 22 scarpe (a patto che si compia effettivamente una riforma di tale portata).
Pura utopia...

Cormon (riproduzione riservata) 25 Marzo 2010

 



Quale inutile spreco di carta viene quotidianamente perpetuato in tutti gli uffici. Mi capita, spesso, di lottare con la burocrazia interna per sradicare questo anacronistica abitudine. E sto parlando di uffici o società tecnologicamente avanzate dove però culturalmente rimane “secondario “ pensare di avere un “back up” dei documenti via –per esempio- chiavetta Usb invece che nell’inutile quanto inquinante foglio di carta. Non ultimo , sarebbe interessante, completare il processo di aggiornamento-già avviato- dell’iscrizione alle manifestazioni podistiche solo via online. Sarebbe un segnale modernamente ecocompatibile dal mondo del running.

Cormon (riproduzione riservata)
23 Marzo 2010


Non tutti conoscono quello che sarà il luogo del prossimo G8 a fine giugno: la regione canadese del Muskoka. Molte volte il luogo di un incontro tra i grandi della Terra viene “svilito” dall’importanza dell’avvenimento e delle sue implicazioni (vedi Genova del 2001). In realtà vogliamo anticipare l’avvenimento stesso illustrando, brevemente, la regione canadese famosa per i suoi colori magnifici che vanno dal verde al rosso al giallo . In particolare varrebbe la pena sottolineare lo straordinario patrimonio naturalistico dell’Algonquin Park. Il Parco ,come da “cartolina canadese” è un’immensa foresta di aceri ,un numero infinito di corsi d'acqua e  si possono inoltre incontrare alci, orsi, lupi, cervi.
Da giugno in poi, il paesaggio, sarà “inquinato” da qualche presenza di troppo ,ma noi (e gli autoctoni) preferiamo ricordarlo così.
 
Cormon
© Riproduzione riservata (8 marzo 2010)



Q
uesto è il caso olimpico :“Il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha aperto un'inchiesta sui festeggiamenti della Nazionale canadese di hockey che ha vinto l'oro ai Giochi di Vancouver. Le atlete hanno celebrato esibendo sigari e bottiglie di champagne sul ghiaccio, subito dopo la vittoria per 2-0 nella finale con gli Stati Uniti. Ma al Cio il party dopo la medaglia proprio non è piaciuto. «Bere alcol non è ciò che si vuole vedere in un impianto olimpico», ha dichiarato Gilbert Felli, direttore esecutivo del Cio”
Sicuramente il Cio ha il dovere di preservare l’immagine e lo spirito olimpico, ma se vogliamo analizzare con “un occhio” più esteso ai festeggiamenti del dopo gara in ambito sportivo, le immagini vanno ai numerosi casi più “esagerati” in particolare nel mondo del calcio.
A questo punto le atlete canadesi risultano delle vere e proprie “dilettanti”.
 
Cormon 
© Riproduzione riservata (2 marzo 2010)



S
embra facile sposare l’onda ambientalista derivante dalla nota vicenda riguardante il fiume Lambro. Non è così . E’ opinione comune che il disastro ambientale poteva essere limitato con una più ampia informazione riguardo le procedure di emergenza sia da parte delle autorità sia da parte dei cittadini. Non si poteva evitare del tutto il problema ,ma lo si poteva circoscrivere. Quello che è più sconcertante e sfugge all’umana comprensione, è il secondo disastro cioè il ritrovamento di nuovi rifiuti tossici che sono stati letteralmente “gettati” nel fiume come se si trattasse di una “discarica a cielo aperto”. E’ un’atto vile che offende ancora di più l’animo di chi ogni giorno opera in favore dell’ambiente e in particolare, di chi sta cercando di salvare il fiume Lambro e il suo ecosistema. Il pericolo è che oltre a infiltrazioni criminali nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti, si debba anche combattere con un’opinione pubblica oramai insensibile a qualsiasi devastazione sia di tipo culturale sia di tipo ambientale. E’ proprio questo che preoccupa : non esiste più, se mai è esistita, una coscienza ecologista e/o ambientalista.

Cormon

© Riproduzione riservata (1 marzo 2010)